Paese freddo, cuore caldo – Parte Uno

Se vai a Reykjavik, una tappa da 12 Tonar è indispensabile. Sto parlando del negozio più bello del mondo, quello in cui ti siedi su comodi divani e poltrone, vieni omaggiato di un espresso e puoi ascoltare tutti i dischi che vuoi (sì, puoi anche scartare quelli ancora confezionati) tramite tanti lettori cd portatili e non, messi qua e là (e anche tramite un piatto per vinile!). Ti metti le cuffie, schiacci play e oplà. Poi compri quello che vuoi, e vista la qualità della musica non è difficile uscire a mani piene. E magari tornarci anche il giorno dopo. La scorpacciata di musica è assicurata, soprattutto di artisti islandesi visto che 12 Tonar funge anche da ottima etichetta. Qualche consiglio delle cose che più mi hanno colpito:

* Biggi – “Id” (2006): un disco che mi è costato qualcosa come 2 euro e mezzo ma ne vale assai di più. Se vi piace un pop elettronico alla Zero 7 qui troverete ottimo pane per i vostri denti

* Mugison – “Little trip” (2005): questo artista eccezionale ha una capacità di ricreare suoni e sensazioni intense e contrastanti grazie ad una perfetta miscela di folk, blues, rock. Assolutamente da ascoltare, tanto più che sul suo sito dà la possibilità di mette in free download tutto quello che ha fatto.

* Reykjavík! – “Glacial landscapes, religion, oppression & alcohol” (2006): un nome inutile per un gruppo esaltante, fracassone, scalcinato ma acido, tagliente ed assolutamente trascinante.

* Gavin Portland – “III: Views of distant towns” (2006): post hc fatto con la testa. Spiazzante, strano, divertente da ascoltare.

* Jónsi & Alex – “Riceboy sleeps” (2009): è l’intrigante side project di Jón Þór Birgisson dei Sigur Ros assieme all’amico Alex Somers. Un disco electronic ambient quasi strumentale (le uniche voci sono quelle del Kópavogsdætur Choir) impreziosito dagli archi delle sempre fedeli Amiina.

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