Il Festival con un perché!

Farsi le strade tra i campi della bassa bresciana, con il granoturco talmente alto che sembra di stare in un labirinto, svolta dopo svolta, è sempre una scelta azzeccata se la destinazione è il No Silenz Festival, piccola rassegna che adoro da 3 anni a questa parte. Ieri, tra salamelle e olive ascolane, musicalmente è andata così:

* Riccardo Maffoni: è l’artista italiano da deridere della settimana (cit), e non solo perché il correttore di Word me lo trasforma continuamente in Baffoni (ahah). Inizia subito nel peggiore dei modi con una canzone kitsch sul mondo che sta morendo poi, tra una cover mal riuscita e una composizione da scuotere la testa, sento un testo come questo e non capisco che ci faccia in una cornice così (tranne il fatto di essere proprio di Orzinuovi). Una serie di canzoni talmente agghiacciante che in quel momento, riverso sul divano (sì, al No Silenz ci sono i divani), ho pensato: se questo va a Sanremo vince a mani basse e verrà incoronato come fulcro della musica giovane e ribelle di oggi. Il ragazzo ha già fatto due dischi ed è sotto contratto Warner e a questo punto ovviamente vi farete delle grosse domande. Domande che verranno placate solo con questa informazione: Mr. Baffoni nel 2006 ha vinto davvero Sanremo (categoria giovani). Ah, aggiunta lollosa: il suo ultimo album si chiama “Ho preso uno spavento”. Immaginatevi il mio.

* Hot Gossip: sono bravini e abbastanza divertenti, ma è un gruppo la cui musica ha la data di scadenza. Nel nostro caso il loro indie rock post-punk fighetto era da consumarsi preferibilmente entro il 2007.

* Archie Bronson Outfit: un gruppo inglese con i controcazzi che, ahimé, conoscevo pochissimo. E mi sbagliavo perché dal vivo sono strepitosi. Il livello della serata finalmente raggiunge i livelli sognati. Canzoni piene piene di distorsioni sature, anche sulla voce + un drumming potentissimo e letale per un gruppo che miscela ottimamente blues, rock anni ’70, psichedelica, garage rock.

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