Un cane chiamato cavallo.

Sebbene i Belle And Sebastian siano lontani dall’essere il mio gruppo preferito, devo ammettere che avere come leit motiv del ponte del due giugno Judy and the dream of horses è stato piacevolissimo. Tra gulasch di cervo, souvenir bizzarri, laghi montani, birra non filtrata, musei moderni di arte moderna e spatzle dal sapore divino, quel “na-na-nahm pah” scozzese mi ha ballato allegramente in testa senza la minima intenzione di andare via.

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