Crisi vs Carletto The Shepard

A meno di un mese dal MiAmi Festival 2009 è il caso di dirlo: certo che la line-up è… insomma… bof.

Anzi: meh.

Rimane la domanda dell’anno scorso: perché ostinarsi a fare tre giorni, imbottirli di gente e veder immancabilmente scendere la qualità? (la risposta tintinna nel salvadanaio?)

Del primo giorno (venerdì 5 giugno) mi interessano solamente Thousand Millions (visto che sono i primi non verranno visti/ascoltati da alcun essere umano), Did (idem) e Lmall (quindi potrei anche andarmene a casa per cena se non che mi stuzzicherebbe il il reading di Gipi a conclusione del palco La Collinetta?). Comunque siamo a 3 su 15.

Del secondo (sabato 6) Beatrice Antolini, Banjo Or Freakout, Samuel Katarro e i Sense Of Akasha. 4 su 21

Del terzo (domenica 7) i Julie’s Haircut che però presumibilmente vedrò anche da altre parti. 1 su 12.

Per un totale di 8 su 48. Sto a casa che è meglio? (maledetti, due giorni bastavano ed avanzavano…)

Altro da dire?

Se piove il Palco La Collinetta diventa Palco al chiuso con miliardi di persone che vanno avanti e indietro, non si respira né si vede un cazzo. Nome un po’ lungo ma rende l’idea. Quindi se piove ciao ciao MiAmi?

Anche perché la cosa che più mi spinge ad andare al Magnolia è la possibilità di far la spesa di ciddì alle bancarelle.

E chissà se nonostante la crisi e lo scarso cartellone il prezzo del biglietto d’ingresso continuerà ad aumentare…

Non so se l’ho già detto: fare due giorni con meno fuffa?

Scrivono i cari ragazzi di Rockit: “Nel 2008, nonostante la pioggia battente, la tre giorni del MI AMI – Musica Importante A Milano – si è conclusa con la presenza di 15.000 persone. Non è stata l’acqua a catinelle a bloccare quello che è ormai diventato l’appuntamento imprescindibile per la musica italiana Nuova e Bella. E non sarà la crisi a fermare quest’onda!”. Ciò non toglie che l’edizione 2008 sia stata la peggiore. Ma purtroppo al peggio, si sa, non c’è mai fine.

Meh.

(per fortuna ci sono festival più belli)

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