C’è crisi.

Notizie dal fronte:

– Il centro sociale Cox18-Conchetta ha chiuso

– Il centro sociale Pergola ha chiuso

– La Casa 139 ha ricevuto un’ordinanza di cessazione dell’attività di pubblico spettacolo

– anche il Magnolia è a rischio licenza per colpa di un cinico meccanismo che vuole che ogni cinque anni la provincia riapra il bando per la gestione dell’intero complesso (cit. da Nerdsattack, ma sa più che altro di terrorismo psicologico)

De Corato vuole chiudere tutti i restanti centri sociali milanesi perché considerati circoli di terroristi, anarcoinsurezzionalisti, fiancheggiatori delle B.R.

– c’è gente che ancora crede che i Circoli Arci siano il male del secolo.

Se a tutto questo aggiungete che:

– chiuderà anche il Rolling Stone (per motivi totalmente diversi: contratto d’affitto troppo caro e quindi non rinnovato)

– Rocket e Jail (Legnano) non hanno una programmazione interessante da non so quanto

– per non parlare dello storico Bloom (Mezzago), ridotto ad essere la macchietta di se stesso

– Rainbow? Non pervenuto da un bel po’

– al Live (Trezzo) suoni solo se sei una cover band o se fai metal. Se fai entrambe le cose hai il tappeto rosso.

Beh, non so voi ma a me questa cosa fa riflettere. Non tanto per il fatto che ci sono posti in cui non ci vado mai, o che hanno un’acustica infame, o che fanno la cresta su qualsiasi cosa che scompaiono/rischiano di scomparire, quanto il fatto che:

– da una parte c’è un attacco abbastanza evidente alla cultura in nome della giustizia (ma in realtà in nome della censura)

– dall’altra non vedo ricambio: muoiono posti, vengono chiusi locali, si spengono amplificatori, ma non vedo novità, aperture, idee, slanci culturali e musicali (sì ok, anche soldi, ma soprattutto il resto). Le occasioni per vedere musica dal vivo a Milano e paesi limitrofi diminuiscono e questo è male.

Si salva qualcosa ma non lo dico per non portare sfiga.

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