So che rimarrò distratto per un po’.

Vabbè, visto che non c’è nulla da dire di nuovo dal punto di vista musicale continuiamo la deriva di questo blog, la sua discesa verso gli inferi.

Perdiamo tempo tutti insieme.

Parliamo di Morgan.

In parte ci ha già pensato Leonardo.

In parte lei che in privato mi fa il riassunto di quello che è accaduto ieri sera:

Ho visto X-factor: sono arrivata in un momento in cui Morgan se la prendeva con la Maionchi e con le radio commerciali, sono volate parolacce e DJ Francesco fungeva da moderatore. Poi sono arrivati i Bastard Sons of Dioniso vestiti un po’ come dei boscaioli e un po’ come i Fleet Foxes (e infatti fanno i coretti), e la Ventura, siccome sono trentini, ha fatto la battutona dei trentatrè trentini. Disquisizioni sulla parola “bastardo”, la Maionchi ha detto a Dj Francesco che lui è un “bastardo figlio di Pooh”. Ahah.

Da lì in poi è stato un crescendo: Morgan ha scazzato con il suo ex “vocal coach” e anche con Baudo che secondo me al telefono non era Baudo.

Non ho potuto più staccarmi.

C’erano dei dark vestiti di bianco, delle Sisters-qualchecosa tremebonde, e degli argentini coi capelli unti che hanno cantato Bocca di Rosa alla Gipsy Kings.

Neanche i miei peggiori incubi sono così, ma purtroppo è un programma che nel suo trashume irretisce.

E comunque si fonda su Morgan.

Però.

Io ho visto 2 minuti, verso l’inizio, mentre aspettavo che la videocassetta con sopra due puntate di Dexter si riavvolgesse.

Oddio, ho nominato Dexter in un post su Morgan! Dex ti prego, non mi uccidere, non sono così cattivo.

Ahahaha, adesso che ci penso il personaggio si chiama davvero Dexter Morgan.

Aiutatemi per carità, qui si sfiora il delirio.

Comunque.

Che dicevo?

Ah, ho visto solo due minuti. E caro mio Marco Castoldi, è inutile che litigando con la Ventura le parli delle logiche di mercato delle major, dell’importanza dello scrivere canzoni, dei percorsi personali, e le citi espressioni latine (per aspera ad astra). Cribbio. Stai parlando:

– con la ventura

– in un reality

– in prima serata

– su raidue

– e hai anche un ciuffo improbabile.

Quindi smettila. E fai come lei: sparala più grossa, alza la voce, buttala sulla pietà, sull’emozione a buon mercato e fai anche un po’ il paraculo. E così un applauso lo porti a casa. Anzi no, cosa sto dicendo?

Chiudiamo con eleganza: l’anno scorso Aldo Grasso in un suo articolo aveva descritto in modo perfetto il nostro eroe di questo post, ricordate? Scrisse: il più comico di tutti è Morgan, alias Marco Castoldi. Con la sua puzzetta sotto il naso, con le sue velleità artistiche e letterarie, con il suo maledettismo, con il suo francobattiatismo, con l’antologia di Spoon River sotto il braccio, ecco con tutte queste ubbie Morgan è il protagonista di un reality, al pari di un qualsiasi scalcinato partecipante al Grande Fratello. Solo al riparo dell’autoironia ci è permesso ridere a crepapelle.

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