Tavolini che sembrano aspettare altra gente.

Ne parlavo giusto ieri sera.

Giovedì Massimo Volume dal vivo. Sono passati anni dall’ultima volta, ero riuscito a vederli tre volte prima dello scioglimento (e che ricordi).

E ora rieccoli.

Un Magnolia (la nuova sistemazione è oltremodo orribile et scandalosa) colmo.

Loro superlativi. Mimì (c’è ancora forza nelle sue parole), la batteria incredibile di Vittoria, Egle e il novello Stefano Pilia.

Un concerto con una bellissima imperfezione: se su Stereogram si eleggeva VB come disco dell’anno perché è il lavoro hic et nunc, i Massimo Volume invece sembravano splendidamente fuori dal tempo. Non qui, soprattutto non ora. Ogni nota era giusta, ogni parola era perfetta, ma la dimensione temporale era tutta sballata, distorta, diversa.

Era sbagliata.

(comunque concerto della madonna)

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