Sulle strade a Milano nord.

È domenica, è quasi mezzogiorno, guido (“più velocemente del solito”. Cit. Chi la riconosce subito è bravo), torno da una serata / nottata / mattinata meravigliosa.

C’è il sole.

Nell’autoradio il disco de Le Luci Della Centrale Elettrica, “Canzoni da spiaggia deturpata”. Gran disco per la verità, per non dire eccezionale.

Ma non divaghiamo.

Parte Piromani, e ho un tuffo al cuore che si trasforma in vera commozione quando Vasco Brondi grida:

“andiamo a vedere i colori delle ciminiere

dall’alto dei nostri elicotteri immaginari,

andiamo a dare fuoco ai tramonti e alle macchine parcheggiate male,

ad assaltare ancora i cieli a farci sconfiggere e finire sui telegiornali,

foto in bianco e nero delle nostre facce stravolte sui quotidiani locali,

andiamo a vedere i cantieri delle case popolari

dai finestrini dei treni ad alta velocità,

trasformiamo questa città in un’altra cazzo di città”.

Ho quasi le lacrime agli occhi.

Mi sento felice.

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