They say jump, you say how high

It comes to…

1 (come la prima volta che vedo un concerto in uno stadio: l’Alberto Braglia di Modena non è San Siro ma ciò non toglie il fascino)

2 (come le volte che ho visto i Rage Against The Machine dal vivo. La prima volta nel lontano 2000. E poi ieri. Ieri!)

3 (come i gruppi della serata: Linea 77 niente di che, i terribili inglesi Gallows e il loro cantante con fare tutt’altro che oxfordiano e poi naturalmente il gruppo losangelino)

…and it’s just another bombtrack!

I quattro si presentano incappucciati sul palco, con le tute arancioni da prigioniero di Guantanamo, suonano così il primo pezzo (sì senza togliersi il cappuccio, la regia agevoli il contributo) e si cambiano solo dopo aver sparato a tutto volume l’Internazionale.

Serata gandiosa, più di ventimila persone ad assistervi (c’era pure Valentino Rossi in tribuna ma io avevo compagnia ben migliore), scaletta killer (tutto quello che avreste voluto sentire. Tranne la cover di Kick out the jams ma vabbè, quello era uno sfizio mio). Tutti e quattro in formissima, soprattutto Zack De La Rocha. Una esibizione che trascende il concerto in sé.

Invece il premio dello spettatore con la maglietta più bella va senza storia al ragazzo che indossava questa!

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