MiAmi? No, ho un’amante.

Ecco, quest’anno il MiAmi Festival, organizzato da Rockit al Circolo Magnolia è stato caratterizzato da:

– pioggia (che ha provocato lo spostamento del palco La Collinetta all’interno, quindi poco spazio, tanto caldo, concerti invivibili. Inoltre bancarelle tutte attaccate e non frequentabili poiché prese d’assalto dalla gente che voleva avere un tetto sotto cui ripararsi).

– 3 giorni di musica ma pochi gruppi ottimi.

Ora mi chiedo: perché aumentare i giorni, aumentare il prezzo (sanguisughe! Ci sono festival ugualmente interessanti totalmente gratuiti. E non parliamo del parcheggio eh! E quest’anno nemmeno le spillette del MiAMi avete fatto, maledetti!), aumentare i gruppi ma diminuire la qualità? Perché non fare un solo giorno memorabile o al massimo due ma tagliare qua e là tanta musica pessima? Attendiamo i prossimi sviluppi ma le due edizioni del 2008 (invernale ed estiva) hanno messo in luce un festival già a corto di idee. Quindi qua si parlerà solo dei pochi gruppi davvero interessanti che ho visto (e in questa edizione purtroppo ho visto anche molto meno di quanto avrei voluto).

Primo giorno:

* København Store: una sorpresa, un gran gruppo che miscela post rock, indie rock e suggestioni che prendono la testa. Applausi.

* Paolo Benvegnù: il concerto del Maestro e dei suoi fidi alleati è stato raffinato, intenso e bellissimo. L’unica pecca? Come dice la è stato terribile sporcarsi le orecchie subito dopo con Meg.

Secondo giorno, tre gruppi di fila:

* Sottopressione: sono sempre loro. Trascinanti.

* Disco Drive: oramai ad ogni loro concerto aumentano le saturazioni del suono, le distorsioni, le miscele si fanno più complesse e difficili. Ma da lasciare senza fiato. Se continuano così verranno ancora di più snobbati dall’Italia e apprezzati all’estero (come in realtà sta già succedendo, mi sa). Io faccio comunque il tifo per loro e amen se gli indie boy ne avranno da ridire.

* Red Worms’ Farm: un gruppo che con una mano ti prende a schiaffi, con l’altra ti fa gioire. Spaccano come pochi nonostante qualche problema elettrico. Semplici e fulminanti: peccato vederli così di rado suonare dal vivo da queste parti.

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