Mille fucking grazie. Prego ma insomma, eh!

Difficile vedere un brutto concerto di mister Cave. Impossibile direi visto che comunque il buon Nick sta sare sul palco come pochi. Dunque quello di ieri con i Bad Seeds è stato un bel concerto, ma è estremamente lontano dall’essere un gran concerto. E un po’ lo si sapeva, con una scaletta incentrata sull’ultimo disco (forse il peggiore della discografia del nostro King Ink, anche se ammetto che “Nocturama” mi manca) pieno di canzoni pop ma senza quel mordente. Non brutte eh (“sembrano pezzi di Springsteen” sentenzia il buon Blixa) ma che, facendo un paragone con le altre, fanno (scusate il gergo tecnico) abbastanza cagare: è bastata una vecchissima Hard on for love per farle impallidire ancora di più (e per favore non parliamo delle canzoni che non ha fatto, altrimenti non finiamo più).

E se vogliamo continuare con i paragoni, a confronto con quel monumentale concerto di  qualche anno fa (stesso luogo, Alcatraz, ma altri tempi), questo è un po’ così così. Mi sono divertito eh, però insomma Nick. Puoi e devi fare di meglio, cazzo.

Discutibili alcuni arrangiamenti come quello di Deanna (ma rimane un gran pezzo e comunque il risultato alla fine viene potato a casa) o una Get ready for love con un bridge stravolto (e stravolto male). Però se in una sola serata senti delle canzoni (e canzoni anche eseguite molto bene) come Red right hand, Stagger Lee, Papa won’t leave you Henry e The ship song, beh allora minchia!

Quindi Nick, ascolta un cretino: non sei obbligato per forza a suonare due ore, fai così, la prossima volta evita tutte i riempitivi e le banalità, suona anche solo mezz’ora, sarà memorabile, mi sparo una sega e tutto sarà perfetto.

Grazie.

Ho finito.

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