Ad Arno! Ad Arno!

Considerazioni varie uscite durante e dopo il concerto dei Diaframma al MiAmi Ancora (vedi due post fa).

Dunque.

Penso a Blixa che mi dice “Più rispetto per Fiumani” e alla che mi racconta della sua gioventù darkettona, in cui i Diaframma si dovevano ascoltare e venerare (non da lei, ma dai gggggiovani dell’epoca).

Ora, questa cosa del Fiumani di cui per forza bisogna parlarne bene (tranne in alcuni casi) perché è stato lui LA new wave italiana non mi va giù. E da un altro lato mi fa ridere. Per la motivazione assurda.

Fiumani come Manzoni quindi.

In tanti a parlare de “I promessi sposi” perché comunque è IL romanzo italiano dell’ottocento (di tutto l’ottocento, anzi no della storia della letteratura, no del mondo, dell’universo… seh) accanto ai “Malavoglia” di Verga per quanto riguarda la seconda metà del secolo (stesso discorso). Ma se si allarga la prospettiva si può vedere che nello spazio di poche decine di anni nel resto d’Europa sono nati fior fiori di capolavori e di autori (in Russia Dostoevskij su tutti, ma anche Puskin e Tolstoj e Gogol, in Inghilterra Dickens e in parte la Austen e le sorelle Bronte, in Francia Flaubert, Hugo Zola, in America un certo Poe e in parte Twain e ne dimentico certo altri ma non ho voglia di scartabellare su Wikipedia). Quindi, perché fare gli italioti a tutti i costi? Quindi, Manzoni, come direbbe una mia amica, chi se l’incula? Perché dare importanza a Manzoni e a Fiumani solo perché non avevano (quasi) concorrenza nel cortile di casa? A casa mia si chiama ristrettezza di vedute e sopravvalutazione. E l’esaltazione di qualcosa solo perché sta in giardino si chiama provincialismo.

Comunque chiariamo una volta per tutte: non è il fatto di apprezzare o no i Diaframma, ma è la motivazione per cui io debba apprezzarli a tutti i costi mi fa andare in bestia.

Quindi fatemi il piacere.

(sì, è un discorso un po’ buttato lì, ma spero sia chiaro il concetto di fondo)

Annunci