Che si ascolta in casa Felson.

Cinque dischi veloci veloci da leccarsi le orecchie.

Nest – “Isn’t it?” (2007): riescono nel difficilissimo compito di unire in una forma canzone ascoltabile e più che piacevole influenze del calibro di Karate, Slint, dEUS e Giardini Di Mirò.

Don Turbolento – s/t (2008): dopo il soprendente Ep d’esordio, ecco il disco che per tutto il 2008 farà muoveri i culi dei giovani indie. E anche di quelli vecchi. Evvai!

Without – “Spleen radio homicide” (2007): ritorno indietro con gli anni ed è merito di questa ottima miscela di rock, grunge e stoner. Ma siamo nel 2008 o nel 1994? Non lo so più, ma va bene così (e risate per la canzone intitolata Linus’ like Saddam Hussein).

Edwood – “Like a movement” (2004): il disco d’esordio dei bresciani ristampato di fresco. Un po’ meno bello (gusto personale) di “Punk music during the sleep” ma sempre di alto livello.

Amy Winehouse – “Back to black” (2007): che dire? Probabilmente la nostra cocainomane preferita (dopo Kate Moss) non arriverà viva al terzo disco ma qui di stile ce n’è in quantità elevate.

Annunci