Vi amo ma vi odio però.

Eccoci al MiAmi Ancora Festival, trasposizione invernale dell’ormai nota rassegna organizzata da Rockit. Se ero abituato ad una situazione di allegria, sole, caldo e bancarelle all’aperto, qui mi ritrovo freddo triste, pioggia triste, cielo grigio e una location grigia e triste (il grigio e triste Leoncavallo, ma inizialmente doveva svolgersi da un’altra parte: non sarebbe cambiato nulla). Tra suoni pessimi (soprattutto del palco uno) e interferenze di un palco di reppettusi proprio accanto alle bancarelle (la programmazione del Leonka non poteva giustamente fermarsi, troppo poco preavviso) sono riuscito a sentire bene bene bene solo una manciata di gruppi:

* Fake P: bravi e divertenti. Di più non serve né chiedo: l’indie rock odierno è fatto di questo.

* The Niro: una rivelazione. Una via di mezzo tra Jeff Buckley (ma meglio), Ed Harcourt e Elliott Smith (no, non esagero). Un cantautore giovane e romano che ne sa tanto. E che sa emozionare.

* Vanvera: un nome pessimo per un gruppo sardo più che interessante, paragonabili a ciò che si sentiva nei primi dischi di Nick Cave. Non li conoscevo, purtroppo.

* Father Murphy: folk psichedelico e nenie lo-fi, estranianti.

* Settlefish: ho sentito solo pochi pezzi però, ehi, sempre in gamba i ragazzi!

* Diaframma: il gruppo (anzi il duo) di Federico Fiumani mi scivola addosso senza colpo ferire. Non li ho mai ascoltati, né lo rifarò. Non mi dicono nulla. Mi dicono siano stati i portabandiera di una certa new wave italiana. Il nostro paese purtroppo a volte meriterebbe di meglio.

* Port Royal: immensi. Un post rock elettronico che avvolge senza lasciarti un secondo. Tra i migliori (se non i migliori).

* The Zen Circus: stanno sul palco mezz’ora, per una manciata di canzoni. Mi fanno l’effetto opposto dei Diaframma: emozioni ma contrastanti. Un po’ li amo, un po’ li odio. Sono bravi ma mi irritano. E suonano pochissimo. Qualcuno sa cos’è successo?

Per la cronaca ho sentito spizzichi e bocconi di Dente (vabbé), Amari (si sono intamarriti, eh?), I Cosi (da risentire meglio), A Toys Orchestra (di una spocchiosità enorme, non proporzionata al concerto solo carino), Fumisterie (ronf), Minnie’s (echi di gioventù?).

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