Esercizi di stile.

Il cenone di San Silvestro, il vino, le chiacchiere tra amici, il discorso cade, tra una risata e l’atra, su + stile, quell’immonda cosa fatta da quel tale (che una volta reppava) in collaborazione con quel gruppo il cui cantante ha l’ardire di dire certe cazzate. E le risate fioccano perché il testo nella sua totalità è assai brutto, ma addirittura ogni singola frase, ascoltata per bene, è capace di far accapponare la pelle (in senso negativo, che sia ben chiaro).

Che cosa ha jax per avere più sti le (a parte la casa in circonvalla)? Se jax ha più sti le, cos’ha Nick Cave? E Jarvis Cocker? E Grace Kelly e Cary Grant? E Vladimir Nabokov? E Andy Warhol? E Raymond Queneau?

Ma quanto sti le ha il nostro buon gei-acs?

E la sostanza invece, dove la lasciamo?

Cos’è lo stile (non scomodiamo il Demauro Paravia)? È eleganza? Modo di fare? Modo di pensare? Tutto questo messo assieme?

A proposito di eleganza: Lapo, lo zio di Oceano Elkan (e già qui si potrebbe aprire una voragine, altro che una parentesi, ma preferirei soprassedere), è stato eletto l’uomo più elegante del mondo secondo Vogue America. Oramai io non ho punti di riferimento per comprendere ciò che succede, qui lo dico.

“Preferisco di gran lunga la pietà allo stile”, cantano i Perturbazione. Però + stile mi fa pietà, e la faccenda non si risolve.

Poi il giorno dopo, per puro caso, mi metto ad ascoltare il disco dei Northpole (che dio li abbia in gloria), e inizia come meglio non si potrebbe dire:

“Fanculo allo stile, se hai solo quello”.

Nient’altro da dire.

(se non… aiuto).

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