Love burns in sodomy

“In sodomy”? Ma non era “inside of me”? A parte che con la loro pronuncia strascicata da americanazzo non si può mai dire. E poi così è più divertente.

Già. I Black Rebel Motorcycle Club al Rolling Stronz. Prima di loro i sempre ottimi (e emozionati/nti) merci Miss Monroe.

Poi il trio di San Francisco. Un bel concerto, alcuni pezzi più che validi e un suono bello pieno e convincente. Ma con alcune cose che sinceramente hanno fatto scendere il livello della serata:

– vedersi due ore di concerto è sempre bello (e oramai non è più la normalità, ci si sta involgendo a tempi minori di 90 minuti), però loro, così attaccati a quella ripetitività, beh… è stato pesantuccio. Le loro canzoni sono così: come iniziano finiscono. E se per i primi 45 minuti sono perfetti è c’è gioia, poi subentra l’assuefazione e nei bis non si vede l’ora che il concerto finisca.

– un pezzo di dieci minuti (tutto uguale ovviamente) con un assolo di sette (inutile) è una rottura di palle immensa. Che senso ha?

– il bassista supervanitoso che fa il figo e si mette sempre in posa ogni due per tre è divertente per un po’. Si ride e lo si sfotte. Poi davvero diventa una macchietta un po’ ridicola e la spiritosaggine diventa buffoneria.

What ever happened to our rock’n’roll?

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