Chasing Polly.

A volte è facile rimanere vittima dei preconcetti. A volte è bello come queste idee (inutili) vengano spazzate via. Preconcetti dettati dal fatto che non si tiene conto che tutti possono sbagliare una volta, o almeno non essere sempre perfetti.

Ero titubante prima del concerto dei Tool a Bologna (per numerosi motivi che qui non spiego) ma poi mi hanno strabiliato.

Ero titubante all’idea che tra poco uscirà “White chalk”, in nuovo disco di Polly, viste quel coso intitolato “Uh huh her”.

Invece grazie a questo post di Colas ascolto due fragili pezzi dello stesso (Dear darkness e la title track).

E…

Oh, meraviglia.

Ti amo Polly.

Sì, lo so che lo sai, ma scusami se ho dubitato di te.

Ora abbracciami.

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