Siam tre piccoli porcellin.

Un viaggio verso Bologna, con la e il Socio. Un viaggio pieno di gossip, musica, gineprai, zie e nipoti, scritte sui muri, autogrill sbagliati, frasi da giovani, amicizie reali, amicizie virtuali, ricordi e cazzate random. E poi l’Independent Days Festival (che di day ce ne era solo uno):

* …And You Will Know Us By The Trail Of Dead: carini, speravo meglio. Palco affollato, cambi di posizione frequenti, ma penalizzati da un volume davvero basso e da una scaletta non convincente.

* Hot Hot Heat: giovani inglesini che suonano la musica dei giovani, un’ora di concerto, io dopo venti minuti ne avevo le palle piene.

* Maximo Park: si riconfermano pessimi dal vivo, con un cantante senza voce. Si dimenano per nulla. E allora mi chiedo che senso abbiano.

* Tool: un’ora e venti di puro delirio. Meglio del concerto dell’anno scorso al Forum. Sconvolgenti. La Sindrome di Stendhal era sempre in agguato.

* Nine Inch Nails: non è un gruppo che amo particolarmente, ma la loro esibizione è stata intensa ed esaltante. Il gruppo di Trent Reznor e i Tool hanno reso davvero incredibile musicalmente questo festival. Gli altri gruppi sembravano gli amici del liceo che strimpellano alla festa di fine anno.

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