MiAmi? Due volte di più.

Due giorni del festival italiano indipendente della musica e dei baci. Due giorni di concerti, di dischi comprati e di dischi regalati, di persone viste per cinque minuti solamente e di persone frequentate per due giorni. Due giorni di vecchie e nuove conoscenze, di saluti a ragazzi e ragazze, a uomini, donne e bambini. Di baci, abbracci e strette di mano. Due giorni di incontri ravvicinati o sfuggenti con bloggers e myspacers, con musicisti, diggeis, addetti ai lavori o semplici amatori. Due giorni di camminate da un palco all’altro e di giri alle bancarelle. Di scherzi, e di discorsi seri. Perché alla fine tutto fa MiAmi e dire che mi sono divertito è poco: è stata un’esplosione di tante emozioni.

E poi i concerti.

Due nomi per il primo giorno, due nomi per il secondo giorno, tra quelli che più mi hanno colpito e che vorrei rivedere quanto prima:

* Ex-Otago: genovesi, cazzoni e divertenti, fanno spettacolo e ti fanno sorridere. Che si vuole di più?

* A Toys Orchestra: bravi, una conferma dopo le tante voci che mi parlavano di loro.

* Julie’s Haircut: un concerto basato sull’ultimo splendido “After dark, my sweet”. Un’esibizione coi fiocchi.

* Il Teatro Degli Orrori: quattro attori, quattro personaggi di peso. Un palco, un palcoscenico o un ring? Fanno terra bruciata e mi lasciano a bocca aperta.

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