Annullare le distanze (un Lungo Viaggio Sonoro)

Felson: Comunque al concerto ci devo essere per forza (gli stimoli a venire aumentano di giorno in giorno per vari motivi…).

Blixa: E quali sarebbero questi stimoli, giovane? non mi starai mica nascondendo qualcosa???;-)

Fe: In realtà speravo di incontrare vecchi amici e amiche che non vedo da tanto ma non si sa. Poi volevo fare delle foto con la macchina fotografica nuova (acquistone!!!), ma purtroppo mi arriva venerdì. Accidenti!

Bli: Ci saranno altre occasioni suvvia! Io già maliziavo su appuntamenti galanti con sottofondo di Paolo Benvegnù!!!

Fe: Ahahaahah. Magari succede lo stesso, eh!

Bli: Beh perché no! Te lo auguro! Poi sei anche in good vibration per la vittoria di ieri

Fe: Good vibration? Ahahahaah! Mi farò una maglietta con questo slogan: Beach boy cerca bitch girl!

Bli: pheega se sei avanti!!!:-)

 

Alla fine amici e amiche sono arrivate, alcuni attesi, altri a sorpresa. È stato bello parlare con loro di come:

– sporavvivere a concerti brutti

– stendere i panni in modo ossessivo

– non sudare in ufficio

– trattare le paranoie femminili/maschili

– reagire coi partner che a letto ti chiamano con un altro nome

– uscire vivo dalle feste di compleanno

– affrontare i desideri di maternità/paternità

– rispondere a chi dice che ascoltiamo musica deprimente

– lasciar perdere la democrazia nei gruppi musicali e optare per un sano totalitarismo

 

E poi lui, il Maestro, Paolo Benvegnù. Inizia intonando la canzone del Piave, è il 24 maggio dopotutto. Poi lui, e i suoi eccelsi musicisti, elegantissimi in tutti i sensi, regalano un concerto intenso, bellissimo, agrodolce e di una sensibilità non comune. Poi succede che all’ultima canzone (quella “scismatica” Troppo poco intelligente) avvenga un incredibile cambio di prospettiva. Mia madre la chiamerebbe stupidera. Paolo che inizia a cantare con finto accento portughesha. Citazioni di Cristicchi. I musicisti che improvvisano scenette scemette (domatore e scimmia, il mulo che scalcia, finti amplessi anali). Coretti e movimenti annessi di indubbia pregevolezza (coca cola, pepsi cola, ossoduro, vaffanculo!). Risate a profusione. Sono pazzi. Tutti pazzi. Però è incredibile una cosa: anche in questo finale da deficienza pura Benvengù è risultato credibile. Un Maestro, lo si diceva.

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