La rivincita dei nerds!

Eccomi. È domenica e sono ai Magazzini Generali. Progenie Kings Of Convenience stasera. Infatti:

– di spalla ci sono i Kommode, nuovo progetto di Eirik (quello carino dei KoC) al basso e alla voce. Molto simili al gruppo d’origine, i Kommode sono un trio che fa canzoni belline, molto indie-pop e piacevoli. Se non fosse per quel piccolo errore iniziale sarebbe un concerto breve ma perfetto: “Mi sono innamorata del babbo di minchia che si è dimenticato di accendere l’amplificatore del basso” mi dice un’amica. Già.

– il gruppo principale è il progetto dell’altro norvegese, di quello magro, allampanato e con gli occhialoni, Erlend Øye. The Whitest Boy Alive si chiamano. E dal vivo sono eccezionali. Pop che finisce per essere funk e soul e discomusic. Loro divertono e si divertono. Sono 4 nerd della peggior specie e rispettano tutte le tipologie del caso: c’è Daniel, il tastierista, canotta bianca, baffetto e capello che sembra un parrucchino, che è quello che passa il tempo a mangiare hot dog e a bere birra. C’è Erlend, il nerd secchione bravo col pc. C’è Marcin, il bassista, il nerd muscoloso eterna riserva della squadra di football locale. C’è Sebastian, il batterista pallido, occhiale, capello biondo, camicia hawaiana bianca, il nerd deboluccio e sempre malaticcio. Poi si rivelano dei musicisti incredibili e stare immobili è dura, il piede deve almeno tenere il tempo, le gambe si muovono da sole. Il pubblico ride ed è felice. Balla anche. E allora Erlend per tutto il finale si precipita tra la gente, balla, salta e applaude i suoi compagni di gruppo. Poi balla ancora, ride, scherza, batte le mani per i tre rimasti sul palco. Poi corre fuori e richiama il pubblico vicino al tour bus, dove improvvisa il banchetto delle magliette e cd. “È incredibile, è la groupie di se stesso” dice una ragazza dietro di me. Rido, e di gusto. Rido felice perché tutta quest’allegria mi resterà dentro per un bel po’.

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