Suonami l’anima-Una serata in tre atti.

* Atto primo: l’atto dell’andare. Io, l’altro e l’altro ancora. Girare mezza Brianza per recuperare cose di vitale importanza (nel vero senso della parola), sterrati, boschi, gira a destra, attento alla curva, la mia macchina subisce un po’ le vibrazioni. Ritornare dopo un’ora al punto di partenza e poi partire davvero alla volta del Jail. Rotonde, prostitute ai lati della strada, gira a sinistra, non riesco a fare solo una cosa alla volta, segui per Malpensa, ho la tessera del Blockbuster ma non l’ho mai usata, posso sganciare la cintura ora? “Cure for pain” che si espande e riempie gli spazi vuoti. Mark Sandman e i suoi Morphine che sanno sempre come affascinarci.

* Atto secondo: l’atto del sentire. I Giardini Di Mirò sono stati superlativi. Molto meglio che al Rainbow un paio di mesi fa. Sarà che qui si sentiva tutto molto molto bene. Canzoni vecchie, canzoni nuove, ho voglia di fumare ma dovrei smettere, guarda com’è microfonata la batteria, vado a prendere qualcosa da mangiare, il vodkalemon è il mio cocktail preferito (non l’ho detto io anche se potrebbe sembrare), Mitsubishi Suzuki Bmw 1,2,3!

* Atto terzo: l’atto del venire (non in senso sessuale ovviamente). Aspetta a salire che fumiamo fuori e poi partiamo, Tyin’ e Violetta, il testamento biologico, Beck è di scientology. Poi si parte e parte “Da qui” e non si poteva fare scelta migliore. Fai la legge del quadrato, grazie per questo disco, segui per Venezia, ma le coppie di fatto? Posso mettere la mia canzone preferita? E parte La città morta (no, non l’ho detto io anche se potrebbe sembrare). La prima volta che ho visto Clementi, la mia invece, figurati la mia. Ciao, ciao, a presto.

Annunci