Lo chef consiglia:

I Library Tapes. Chi sono? Beh, qualcuno li ha definiti così: “qualche nota di pianoforte, qualche rumore ovattato, per tutta la durata del disco. Come guardare la pioggia alle 6 di sera da una finestra col vetro appannato”.

Definizione più che azzeccata. Il pianoforte fa da padrone. Il resto è pura sensazione, intimità e malinconia. Potete ascoltare qualche pezzo di questi svedesi dall’animo inquieto sul loro myspace (linkato qualche riga più in su).

“Alone in the bright lights of a shattered life” (2005) e “Feelings for something lost” (2006, il migliore dei due) sono due dischi da nebbia autunnale, da pioggerellina primaverile, da lento inverno, da estate solitaria.

I titoli sono eccezionali e già da soli danno l’idea del contenuto delle tracce, il resto è intrigante.

Usare con precauzione però.

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