JC is not for Jesus Christ!

Due concerti e tre gruppi in due giorni. Inizialmente il tabellino avrebbe dovuto essere di tre concerti e 4 gruppi in due giorni, ma sono dettagli. Due belle serate con la migliore compagna di concerti.

* Serata uno: Marti suona in formazione acustica al Circolo Magnolia. I Nick Cave italiani li chiamano, etichette troppo facili che non li aiutano. In realtà bravi lo sono davvero. In realtà durante i bis sfoderano due pezzo infiniti (o così pareva) solo voce e tastiere che hanno causato reazioni interessanti e piuttosto divertenti:

– Il tizio di fianco a me che faticava a tenere gli occhi aperti.

– Gente che non sa che fare né dove guardare né se restare o uscire a fumare.

– Un lei e una lui che amoreggiano a caso litigando con le mani.

– Ma soprattutto bassista e chitarrista che fanno di tutto per stare svegli e fermi e seri. Si dice che il chitarrista si sia fatto una pennica a metà del penultimo pezzo, ma si sa, le malelingue abbondano. La faccia poco prima dell’abbiocco comunque era da “Lo dicevo io che dovevo fondare quella tribute band dei Rolling Stones”.

* Serata due: ai Magazzini Generali c’è lui. Prima i Jennifer Gentle risultano piuttosto molesti. Ma poi mister Jarvis Cocker sale sul palco, lui e un’arancia, e la serata decolla. Elegantissimo: nella voce, nel vestiario, nei movimenti, nel suo accento e nel modo di intrattenere il pubblico tra un pezzo e l’altro col suo humor. Elegante e inglesissimo. Si discute su quanti anni possa avere, nessuno immagina che abbia già raggiunto quota 44. Non importa, è un figo e basta. I pezzi del disco solista sono una sorpresa per me, piacevolissima. La chiusura con Satellite of love è invece una sorpresa per tutti. Inattesa e forse un pochino deludente. La gente avrebbe voluto canzoni di un altro passato, più vicino e più affine.

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