Il contesto fa la differenza.

L’ho sempre detto.

Il contesto.

“È stato come se un auto entrasse a 180 all’ora

dentro una di queste vetrine”.

Nel mondo di Mimì questa frase aveva un altro significato.

Ma questo è il mio contesto e la cornice la scelgo io.

O almeno quel che ne resta dopo l’impatto.

Perché è questo quello che è successo.

E lo scontro è stato duplice.

La prima volta ha rotto tutte le finte vetrine, i fantocci, i manichini, e ha liberato sensazioni incredibili.

Ma.

Ma il secondo scontro.

Il secondo schianto è stato terribile.

E inaspettato. Inaspettato come il primo per la verità.

Il contesto trascina le sensazioni.

Provoca incontri, scontri e fratture.

Oggi ho fatto una cosa che per fortuna non facevo da tantissimi anni.

Ma in questo contesto era naturale.

Sì.

È il contesto che fa la differenza.

(mi sono già pentito di aver messo tutto ciò on line, ma oramai l’avevo già scritto e mi sembrava sprecato non farlo. In tutti i sensi. Sì, avrei potuto cancellarlo, ma non è nel mio stile)

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