Let me hear, let me sing, let me rock’n’roll.

Due giorni di musica è quel che ci vuole. Due giorni in cui posso divertirmi senza patemi è quello a cui aspiravo. Meglio ancora se si è accompagnati da persone interessanti e nuove. O non nuove ma interessanti lo stesso. Vabbè, avete capito. Ma andiamo con ordine:

* Venerdì sera: i Disco Drive si rivelano ragazzi ironici e intelligenti. Poi salgono sul palco e succede il delirio. Miglior loro concerto, forse uno dei migliori live show di questo 2006 per me: coinvolgenti, scatenati, rumorosi e così punk e noise che non si può non amarli. La mia collega di transenna li definisce: “Poser da paiura, atteggiamento da guardate come non ce ne frega niente di essere fichi siamo molto più fichi a fregarcene di essere fichi, ma altrettanto particolari, e, diamine, bravi”. Ce ne fossero di fichi così…

* Sabato: eccomi al “Rock in idro”. Sono le 14 e 30 e due brillanti colleghi mi attendono, si inizia subito con l’overdose di musica. Un sacco di “sì però…”, “bravi ma…”, “insomma…”, “ se solo…” per i gruppi in scaletta nel doppio palco (odioso, penso oramai di poter competere con Baldini), troppi da citare in questo magma senza spunti (se volete sottolineo la piattezza dei Damned). Si fanno notare (negativamente) invece due bands:

The Fire – Come non crescere mai, fare musica senza idee per adolescenti senza idee, ammiccare e nausearmi. Peccato, da Olly mi sarei aspettato di più (o almeno un po’ più di maturità).

The Towers Of London – La mia sfidante maratoneta (con una pettorina molto emo) ha delle idee molto chiare: “È evidente che passano più tempo dal parrucchiere che in sala prove. Il loro apporto alla musica non vale il loro contributo al buco nell’ozono. Divertenti? Canto meglio io sotto la doccia la domenica mattina con i polmoni intasati di fumo.” (Ok, mandami un nastro che lo sovraincido ai loro strumenti).

Racchiudo la mia gioia in quattro gruppi quattro:

Fine Before You Came – Letali come loro solito, un mini set di 20 minuti che mi manda in visibilio. Peccato la troppo breve durata.

The (International) Noise Conspiracy – Forse i migliori della giornata. Entusiasmanti e sinceri. Politicissimi as usual. Dennis è scatenato, balla, canta, gioca con microfono e asta, si muove divinamente e solo lui riesce a tenere tutto il palco.

Eagles Of Death Metal – Non c’è JH dietro le pelli, me ne faccio una ragione e mi diverto. Potenti, compatti, cazzoni e rock’n’roll.

Iggy & The Stooges – Un consumato show per un consumato quasi-sessantenne frontman. Si può dire quello che si vuole ma l’iguana del rock sul palco è inimitabile. Grande! Grande! Grande!

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