We won’t give pause until the blood is flowing.

Ieri sera, Datch Forum, Milano. Tool dal vivo. Sono passati anni da quell’incredibile e indimenticabile (Goo può confermare) concerto all’Alcatraz. Era esattamente il 30 maggio 2001. A cinque anni di distanza la mia attesa era febbrile.

Mi sono trovato davanti un gruppo in gran forma sebbene qualche problema di suono penalizzante in alcuni momenti. Rispetto a quel concerto, questo è stato meno mistico e più show da big band, con 4 maxiscermi verticali a fare da cornice e da colore. Maynard è il più arretrato, per tutto il tempo si muove rivolto alle immagini, dando le spalle al pubblico. Sembra vivo. Cinque anni fa era una larva umana, quasi nudo, e quella sua sofferenza aveva dato alla serata un’impronta indelebile: sentirlo cantare “we’re all eternal, all this pain is an illusion” voleva davvero dire qualcosa, qualcosa che entrava nel profondo. Qui invece i Tool sembrano più spavaldi e anche la scaletta è da rimpatriata: oltre alcuni pezzi nuovi di grande valore provenienti dall’ultimo “10,000 days”, (tra cui Vicarious, The pot e Right in two) ecco i classici: Stinkfist, Schism, Forty-six & 2, Sober, e la chiusura in grande stile (ma un po’ telefonata) con Aenema.

P.s. Ero curiosissimo di scoprire chi fosse il gruppo spalla: alla fine non c’era proprio nessuno prima di loro.

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