Gente di m… are.

Riporto un resoconto fatto dagli stessi Psychovox relativo ad un fatto scandaloso e ad una situazione ridicola (ma purtroppo piuttosto comune). Non ho difficoltà a credere alle loro parole, sono ragazzi sinceri e amanti della musica prima ancora che amici. Poi ognuno tragga le proprie considerazioni:

Questo messaggio è solo ed escusivamente un nostro pensiero, nulla di più. Il Cafè Atlantique è uno dei posti più rinomati di Milano… o almeno così dicono. Tramite l’amico dell’amico dell’amico, il PR che gestisce le serate del Cafè ci ha raggiunto chiedendoci di fare un concerto live per venerdì 21 Aprile. Le premesse erano delle migliori: mangiare e bere, più 150 euro. Questi erano i patti, verbali, telefonici e a tu per tu. Ci sono stati fatti discorsi che vanno al di là di ogni immaginazione, tra cui un produttore interessato a noi, la certezza di recuperare altre date in giro per l’Italia e discorsi del genere. Naturalmente da esseri umani quali siamo, e da persone con un minimo di sale in zucca non avevamo creduto ad una sola parola di tutto ciò. L’importante per noi era ed è solo suonare cercando di recuperare dei soldi, di vendere il nostro EP e di far sognare anche solo per un attimo le persone che ci ascoltano. Già, perché fondamentalmente suonare per noi significa provare delle emozioni, sperando che queste ultime arrivino alle orecchie della gente come voi. I soldi ci servono per andare avanti nel nostro progetto. Di sicuro non per viverci. Almeno per il momento. Siamo sinceri. Suonare comporta delle fatiche e un minimo di rimborso spese ci aspetta, come spetta a tutti quei gruppi nella nostra stessa situazione. Accettiamo. Non appena arriviamo notiamo un bel macchinone parcheggiato all’entrata. Scarichiamo i nostri strumenti dal nostro pulminovox e iniziamo a montare. Troviamo sul posto il famoso PR e un altro gruppo che a quanto pare dovrebbe suonare dopo di noi. Inanzitutto penso che le persone del Cafè dovrebbero fare un bel corso di elettricisti. Nessuno, e ripeto nessuno, aveva portato la corrente al palco. Così ci siamo arrangiati con delle prese in serie. Naturalmente non c’era la massa a terra. Montiamo e poi ci accorgiamo di un piccolo particolare: manca l’asta del microfono e nessuno, ripeto nessuno, ci aveva avvisato. Improvvisiamo con un’asta della batteria e del nastro adesivo. Aspettiamo il sound check dell’altro gruppo… chiediamo i free drink… aspetta aspetta aspetta…un free drink a testa… dopo litri di acqua prelevata dal lavandino dei bagni. Il mangiare è molto poco e a parer nostro disgustoso. Iniziamo a suonare… poca gente… quasi nessuno. Mentre suoniamo arriva un tizio e mi dice “L’ultima”. OK… finiamo… 1 secondo… inizia la discoteca… e il gruppo dopo di noi? Nulla, non li fanno suonare. È troppo tardi. Ma avvisarci??? Dirci quanto tempo potevamo suonare??? Il PR ci aveva detto 1 ora!!!??? Eccolo… bene… i soldi?? “No, no, non c’era gente non posso darvi niente…” Ah, e la tua parola? “LA MIA PAROLA NON VALE NIENTE SE IL LOCALE È VUOTO”. Aaaaahhhh. Adesso se tu sei un PR la gente te la devo portare io??? Penso proprio di sì. Abbiamo smontato e ce ne siamo andati. Ecco, se un locale come l’Atlantique (il più rinomato di Milano, come dicono loro) ha bisogno di portare gente tramite gli Psychovox, di non riuscire a permettersi 150 euro per il gruppo (dopo che ho visto il costo dell’entrata) e a mettere come PR un tizio con la parola semplice e facile ma che a fatti è un morto di fame ci chiediamo: allora noi siamo proprio degli Stronzi??? Perché? Semplice, dovevamo farci pagare prima di suonare ma ormai penso che di persone come noi ce ne siano poche, molto poche. La fiducia a volte è un gran difetto. Se qualcuno verrà a chiedervi una serata al Cafè Atlantique siete liberi di accettare. Per noi la libertà è fondamentale.

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