Due di due.

Era da un bel po’ che non facevo una doppietta. Si intenda l’assistere a due concerti in due giorni consecutivi. Ebbene, ecco cosa è successo:

* Venerdì: al Bloom ho potuto gustarmi il concerto degli Ulan Bator, in occasione del loro D-Struction Tour. In piena forma, ritornati alla vecchia formazione totalmente francese, il trio Cambuzat-Manchion-Lantignac hanno suonato in modo magistrale. Davvero ottimi, un concerto praticamente perfetto, atmosfere intriganti mischiate con noise mai scontato.

* Sabato: al Motion invece sono andato per vedermi i Baustelle. Putroppo prima c’erano tali The Watson, gruppo pessimo. Anzi, devo dire che era tanto tempo che non vedevo e sentivo un gruppo così scandaloso, con pezzi banalissimi, cantati che nemmeno il peggiore Max Pezzali potrebbe concepire, e testi del tipo “Dammi il tuo cuore” che meriterebbero il divieto assoluto di avvicinarsi ad un palco. Poi i Baustelle, appunto. Penalizzati dall’acustica del locale che rendeva il tutto piuttosto confuso, e dal volume basso della voce, il gruppo senese ha fatto la sua figura, ma nulla di più. Bei pezzi, canzoni suonate e cantate bene, ma niente di trascendentale. Ho avuto però una conferma: come cantante Rachele sul disco è assolutamente prescindibile, dal vivo ancora di più.

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