Neve irridens.

Nevica e tanto. Ricordo un anno fa, più o meno. Era il febbraio del 2005. Camminavo per Milano, in un quartiere piuttosto brutto e foriero di spiacevoli ricordi. Nevicava e tanto. Immaginate la scena surreale: squallidi edifici coperti dalla neve, freddo e vento a complicare le cose, cammino a fatica, senza un ombrello e con il solo cappuccio della giacca a riparare il capo. L’umore già prossimo al suicidio per motivi personali, molto personali, e il tutto non faceva che peggiorare la situazione.

Poi.

Ad un certo punto.

Il vento aumenta di intensità, mi ritrovo in mezzo ad una bufera.

Nel walkman®, contenente una compilation domestica su c90, parte una canzone. I let love in. Nick Cave e i suoi Bad Seeds. Al ritmo di “despair and deception, love’s ugly little twins” la neve danza, non vedo nulla, continuo a camminare solo.

“Came a-knockin’ at my door, I let them in”. Sono in un altro luogo, in un altro tempo. Miele nelle orecchie, bianco davanti agli occhi, stato di sospensione della mente. Quattro minuti e 13 secondi di puro paradiso. Una sensazione di morte e rinascita continua.

Una delle sensazioni migliori della mia vita.

Annunci