Natale zero cinque…

Il Natale. Luci e suoni. Tante luci. Invece qui si parla di suoni, ma già si sapeva.

Quando ero piccolo il Natale era una cassetta originale di classiche canzoni natalizie cantate da Natalino Otto e Flo Sandon’s. Poi non meravigliatevi di come sono cresciuto.

Quando ero un adolescente, diciamo dieci anni fa (oddio… di già?), il Natale era una cassetta di un gruppo di punk/hardcore melodico californiano chiamato Vandals. Il disco era ovviamente intitolato “Christmas with the Vandals: Oi to the world” e andavo in giubilo sentendo pezzi come A gun for christmas, Christmas time for my penisI don’t believe in Santa Clause, My first christmas as a woman, Hang myself from the tree ma soprattutto Here I am Lord. Comunque la colpa è stata tutta di Goo.

Ok, dopo questo duplice auto-sputtanamento continuiamo.

Qualche anno dopo ho visto la luce, e il Natale è diventato una canzone ben precisa, tagliente e catartica:

“Ho l’universo in fiamme che mi lacera, le gambe rollano e non c’è da ridere, ho il cuore in gola ed è quasi Natale ma con tutta questa gente resto qua… merry xmas!”.

Era naturalmente Merry X-mas dei Marlene. Anche quest’anno il natale è questo, se non che… se non che si è aggiunto un disco dei Low del 2003 intitolato appunto “Christmas”. Canzoni sospese nel nulla, come il mio stato d’animo in questo Natale.

Un saluto a tutti miei amici, le uniche persone che riescono a farmi felice.

Grazie.

La messa è finita.

Il natale è finito.

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