A place inside my brain, another kind of pain.

Cito dalla guida di Rumore sul metal, scritta qualche anno fa da Mario Ruggeri e Claudio Sorge, paragrafo dedicato ai Korn: “I veri iniziatori di un suono nuovo, inimitabile. […] Bassi siderurgici, batteria post-helmetiana (asciutta, violenta), la grande voce di J. Davis, divisa tra urla post-core e dialoghi paranoici. Una musica difficile (soprattutto per i primi due album), […] un effetto dirompente”.

I Korn fanno parte della storia della mia musica. Anni fa è stato importante per me scoprirli con quei loro primi due dischi, l’omonimo del 1994 e l’incredibile “Life is peachy” del 1996. Questo gruppo ha significato l’accesso ad una musica diversa da ciò che ascoltavo in quel periodo, più pesante, senza però che quella pesantezza significasse solo “più casino e basta”. Di quei due dischi ho un lieto ricordo. Di alcune canzoni ricordo ancora parte dei testi a memoria: Blind, Clown, Shoots and ladders, Faget, Good God, A.d.i.d.a.s. (rimane comunque un titolo eccezionale: All day I dream about sex…), No place to hide. Poi il tutto ha preso contorni diversi: la loro esplosione ha innescato la nascita di miriadi di gruppi vagamente simili ma meno bravi e senza idee, riviste e tv hanno etichettato tutto quel movimento con  un bruttissimo termine (“new metal” o peggio “rap-metal”), loro hanno accusato inizialmente il colpo del successo e ciò si può notare ascoltando “Follow the leader” (1998). Hanno tentato di recuperare con “Issues” (1999) e ritornare alla radice, ma il tutto era oramai compromesso. Sia per questo loro calo, sia perché ora quel tipo di musica non mi interessa  più, “Untouchables” (2002) ha meritato solo un paio di ascolti e nulla più, mentre l’ultimo non voglio nemmeno sentirlo: non sono capace di giudicarlo, potrebbe essere un capolavoro ma non sarei davvero in grado di capirlo.

Le situazioni cambiano, quelle musicali ancora di più, sono un bulimico sonoro, che ascolta, consuma, trita finché non è giunto tempo di passare oltre. Mi è successo per i Korn, come per tanti altri gruppi, l’importante è tentare di avere sempre una visione lucida anche quando si è fuori dall’entusiasmo del momento per giocattolo nuovo, gruppo o disco che sia, quando oramai quello che si ascolta non mi dice più nulla come invece faceva un tempo, o quando semplicemente non piace più.

Annunci