Serata storta?

10 dicembre, Bloom, Mezzago. Serata musicale, concerto dei Marta Sui Tubi, seconda volta per me dopo la loro esibizione al Miami. Prima di loro comunque i tanto famigerati guest. Il primo gruppo si chiama MadBass o MadBase o qualcosa di simile. Salvo il cantato, tutto il resto lo butto. Il pubblico invece è tutt’altro che difficile stasera e applaude, grida contento, si esalta per un nonnulla. La seconda spalla è Kama, cantautore di Desio, qui con il suo gruppo. Musicalmente è l’apoteosi de “già sentito”: il primo pezzo è identico a L’isola di Wight dei Dik Dik, l’ultimo a La sinfonia dei topi degli Afterhours. In mezzo tutto il peggio, con testi che dovrebbero essere ironici ma che mi portano solamente a interrogarmi sul valore della vita. La sua. Non sono io ad essere così stronzo, sono queste cose che mi portano a cotanta cattiveria. I diggeis si guardano e mi guardano, tutti e tre speriamo che finisca presto.

Poi il tanto atteso trio dei Marta Sui Tubi. E qui inizia il delirio. Fin da subito la voce del cantante va e viene dall’impianto, poi sparisce in pieno. In seguito si scoprirà che il problema era dovuto ad un aggeggino proprio del gruppo, nemmeno del locale ospitante. E così il concerto rimane menomato nonostante gli forzi di cantare nel microfono del chitarrista e di fare ironia su questo casino. Nella mezz’ora centrale in cui tutto funziona dimostrano il loro grande valore, la loro capacità di fare musica e spettacolo, di miscelare indie rock e musica popolare. Li rivedrò in condizioni migliori, lo so. Arrivederci, Marta.

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