How long must I suffer?

Cara Polly, ricordo ancora la prima volta che ti incontrai. Eri a New York, ed eri felice. Ma ora vieni qui, siediti con me in riva all’acqua, ma attenta a non cadere. Indossa quel meraviglioso vestito da sera rosso, e racconta. Ma non raccontarmi di quando eri felice per le mestruazioni. Non raccontarmi di quando eri eccitata e volevi che ti leccassi le gambe. No, raccontami invece di quel 1995, raccontami in dieci passi quello che accadde. Raccontami della tua disperazione, del tuo cuore infranto, della tortura dell’amore. Inizia pure, un giro di basso ti tiene compagnia, sei nata nel deserto e sei andata a letto col diavolo. Hai abbandonato il Paradiso per portarmi il tuo amore. Andiamo alla fine, Polly Jean, parliamo dell’incontro con quel ballerino vestito di nero che ti lasciò sola, maledetta e innamorata. Un sospiro dietro l’altro, ma ti prego, continua. Raccontami di quando il grano era giallo e lucente, tu ci stavi sdraiata sempre. Raccontami di quando ti sei lasciata trasportare da un violento monsone, ma era bello perdersi in esso, come in una grande passione. Raccontami di quando hai imparato a pregare. Raccontami del figlio che hai avuto da Billy o della tua amata figlia dagli occhi azzurri. Raccontami della grazia che vuoi dominare e del voodoo che vuoi lanciare su di me. Raccontami di quando i tuoi occhi erano troppo asciutti per piangere, le tue labbra troppo aride per baciare. Raccontami tutto questo Pj, e stammi vicino stanotte.

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