I’m just tired of counting bodies, in this mausoleum tardy…

Rabbia esplosa nel migliore dei modi. “Relationship of command”, At The Drive-In, 2000. Un disco da far impallidire chiunque. Un gruppo che non c’è più, un etichetta che non c’è più (la Grand Royal dei Beastie Boys). Dodici pezzi che rimangono:

1- Arcarsenal: fa subito terra bruciata con il suo avvertimento gridato senza remore: “Beware!”. Un inizio migliore non era possibile.

2- Pattern against user: conferma che il gruppo ha la potenza di un assalto di cavalleria unita all’intrigante capacità del miglior sarto. La stoffa è resistente, la trama è intrigante.

3- One armed scissor: era il primo singolo, perfetto. Grandi stacchi, grandi rincorse chitarristiche, grandi bolle compresse che si espandono.

4- Sleepwalk capsule: gridano “pacifier pacifies” ma al posto della pace arriva l’uragano.

5- Invalid litter dept.: probabilmente è l’episodio più alto dell’intero album. Rarefatto e affilato allo stesso tempo. Parlato e cantato in alternanza, e poi il grido finale di Cedric che non lascia scampo. Me lo sento nello stomaco, sono io che grido la mia disperazione, la mia rabbia, che vomito ciò che sento. Mi sento sfinito.

6- Mannequin republic: canzone a rotta di collo, veloce e letale.

7- Enfilade: in titolo dice tutto. Ti prende d’infilata mentre non te ne accorgi.

8- Rolodex propaganda: spunta il padrino del rock ‘n’ roll Iggy Pop, il risultato è ottimo, ma la collaborazione né toglie, né aggiunge nulla al tutto.

9- Quarantined: piove, ho freddo, vedo cose che non esistono. “Single sparks are spectral fires”. La mischia selvaggia si riaccende.

10- Cosmonaut: brutale. Spietato. Riff incendiario e gli altri dietro a valanga. “Is it heavier than air?”.

11- Non-zero possibilities: pezzo pianistico che placa gli animi in favore di un malessere struggente. “Confusion in hungry”.

12- Catacombs: la fine, tutto viene seppellito, le ultime macerie vengono distrutte. “This gravity is a quadriplegic horse and carriage”? No, tutto il contrario.

La materia di suoni e stili è plasmata, deframmentata e poi assemblata dal gruppo in modo inimitabile. Gli Atdi non esistono più oramai, da essi sono nati numerosi progetti (Sparta, De Facto e Mars Volta) ma nessuno come il gruppo originario. Uno di quei dischi che ho consumato e che amo alla follia. Uno di quei dischi che so a memoria ma ad ogni ascolto scopro qualcosa di nuovo. Un lavoro dal valore indiscutibile.

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