So many years ago,this constant vertigo spiralling endlessly…

Sempre restando in tema di vortici, spirali e simila, devo assolutamente citare una canzone stupenda: Vortex surfer. I Motorpsycho all’ennesima potenza intimistica, contratta e poi esplosa. Un testo minuto a confronto della lunghezza del pezzo (8.59), ma perfettamente bilanciato: si inizia a essere rapiti dal vortice e le frasi “Take my hand and explain to me so I could understand why she said so” e “But I’d wipe out white and never even ask the reason why she said so” imprimono alla canzone una rotazione amara e nervosamente quieta nell’attesa dell’ultima parte: “And never end go back to start, and never say when I fall apart, and never stoop to complain about the pain”. Parole sante, me le ripeto spesso soprattutto questi giorni non felici. Anyway, era il 1998 e quel doppio album, “Trust us”, mieteva vittime, allori e proseliti. Un album completo che iniziava con la sferragliante Psychonaut, una amalgama altalenante di rumore e suono, e con la frase “And I’ll feed you the lies that you wanna hear”. Il seguito riesce ancora adesso a sfamare anche le mie orecchie. E poi, citando solo alcune delle tracce presenti, Ozone (“I’ve got blood on my hands, and sand between my toes”), Evernine (“Within that maze so timeless she’s drifting in her own flow” e i temi ritornano, e le immagini diventano vortice loro stesse), Superstooge (“These are the words that you’re forced to belive in when you don’t wanna choose the theme or decide what to mean”) e Hey, Jane (“Fly, be the silly butterfly”). Incredibile e immortale, freddo norvegese e calore umano allo stesso momento, ma soprattutto inarrivabile.

P.s. Vortex Surfer è anche un blog umoralmente altalenante (ovviamente). Uno dei best kept secret della rete. O almeno lo era…

P.p.s Dato il tema del post non potevo essere così perfettamente lineare: infatti il titolo è una frase di Circles, canzone sempre dei Motorpsycho, ma dell’album “It’s a love cult” (2002).

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