Entro in quello che vedo, e la penso rivolta verso di me

Non ho mai nascosto il mio amore per Marlene. Lei è così bella, intrigante e sensuale. E cattiva alle volte. L’altra sera (28 luglio 2005) ho seguito la scia deliziosa del suo fascinare fino a Bergamo. Ed eccola, si inizia con Bellezza e Canzone di domani e si chiude con Ape regina e Grazie. Grazie. Ho potuto ammirare un Godano con la barba di qualche giorno e vocalmente in formissima, un Tesio che, nell’osservarlo, mi ha suggerito tantissime idee chitarristiche che son curioso di provare sui miei pezzi, un pacioso zio Gianni in arte Maroccolo, un elegante Bergia, senza dimenticare Mr. Rob Ellis. Tutti fantastici, un po’ meno alcune categorie di fan di MK, tra cui due in particolare si sono messe in evidenza ieri sera:

– Il giovane infantile testa di cazzo: facile riconoscerlo perché rimane in incognito fino a canzoni come Festa mesta o Sonica su cui poga come un disperato dimostrando di aspettare solo quel momento, caratteristica sottolineata dal fatto che durante gli altri pezzi, soprattutto quelli nuovi, fa salotto, chiacchiera dei fatti suoi, mangia, beve, scatta foto a se stesso e agli amici, provocando un’irritazione crescente a chi il concerto vorrebbe seguirlo nel migliore dei modi.

– L’intellettuale deviato che “sa tutto lui”: lo trovate a fine concerto che attende l’uscita dei suoi beniamini anzi in realtà solo di C.G. con cui lui è sicuramente l’unico che ha la possibilità di una discussione alla pari. Il povero cantante-chitarrista viene sottoposto a domande stupide e banali, per non dire irritanti, ma reagisce sempre con garbo, ironia e disponibilità. Quello che potrebbe essere un importante  momento di confronto tra pubblico e artista viene completamente distrutto.

Alla prossima volta l’analisi di altre due categorie, quella del fan “che i Marlene sono solo quelli fino a Il vile” e quella del fan “che se non fanno Nuotando nell’aria non è un concerto dei Marlene”. Un grazie a Blixa per il supporto dell’analisi.

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