Memory of a festival: MiAmi – prima parte

Venerdì 17 giugno, nonostante la caldazza, alle 17.30 eccomi all’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano pronto per godermi un po’ di musica dal vivo al MiAmi Italian Indie Rock Festival. Che è successo? Ecco qua:

* Stardog: l’unica cosa che manca a questi cari ragazzi è solamente un po’ di pubblico. Meriterebbero un’attenzione proporzionale al loro grande talento e ai loro ottimi pezzi rock noir.

* Valentina Dorme: mah, non mi convincono: si vede che c’è stato un grande lavoro sui pezzi, ma il risultato non è quello che ci si aspetta.

* Mariposa: strambi e strampalati, divertono e si divertono con le loro bizzarrie musicali. Il simpatico cantante, una sorta di sosia di Lucio Dalla in maglietta a righe orizzontali rosse e bianche (azzurre e bianche il secondo giorno), si rivela uno dei personaggi del festival.

* Marta Sui Tubi: trascinanti con il loro sicilian indie rock, ironici e briosi.

* Non Voglio Che Clara: il punto dolente del festival: noiosi, piatti, banalotti e a tratti rompiballe. Tutto ciò che fanno ha la sensazione di “già sentito”, sia musiche che testi. Ho solo voglia che finiscano al più presto (e non sono l’unico a pensarlo).

* Paolo Benvegnù: gran concerto in cui il pubblico è seduto e attento: si immerge nell’intensità di canzoni semplici, belle e interpretate col cuore. L’importante è solo questo.

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